Ciao Il Pellegrino,
ho appena letto la tua meccanica per la Knot Jam e nella sua semplicità l'ho trovata molto poetica e interessante. Amo molto il coinvolgimento fisico che si può provare al tavolo quando si gioca e mettere in campo una vera corda è qualcosa che apprezzo di sicuro.
La meccanica mi sembra funzionale a ciò che viene raccontato in gioco e il rapporto che si crea tra il beneficio dello scioglimento di un nodo e le conseguenze che si possono creare quando essi vengono esauriti, mi sembra ottimo.
Unico appunto/dubbio che mi sento di segnalarti è rispetto a una dinamica negativa che potrebbe verificarsi in fase di gioco. Se io giocatore ho l'agency di scegliere liberamente se posso sciogliere o meno i nodi, potrebbe esserci chi non scioglierà il terzo per evitare il verificarsi dell'evento spiacevole, limitando di fatto la meccanica stessa.
Ovviamente il corretto svolgimento del gioco presuppone che i giocatori al tavolo abbiano anche la voglia di vedere cosa succeda qualora il terzo nodo venga sciolto, insomma devono essere in un frame mentale per cui giocano per la storia e non per il personaggio. Questo è molto bello con le persona giuste, può essere frustrante con giocatori più "competitivi".
Altre meccaniche di supporto potrebbero aiutare questo coretto flusso, magari obbligando in alcuni casi il giocatore a dover sciogliere il nodo, oppure bilanciando i risultati tra cosa ottengo di buono e negativo se sciolgo tutti i nodi.
Ovviamente è un feedback personale e il game design rimane in mano tua. Volevo solo evidenziarti questo aspetto, così che tu lo possa valutare.
Complimenti per la meccanica che ho trovato intrigante a livello di potenzialità narrative. Grazie per averla condivisa!