Premetto che sono riuscito a finirlo.
Mi ha stupito molto la transizione tra un livello e l'altro, è molto d'impatto e dona facilmente quell'effetto "wow". Soprattutto le transizioni negli ultimi livelli dove viene introdotta la terza dimensione ha un effetto veramente bello.
L'idea del gameplay è molto carina, però c'è un grave problema di collisioni che rende estremamente difficile proseguire. Le hitbox sono più grandi degli sprites e questo può dare molta frustrazione al giocatore perché delle giocate che pensa di poter fare in realtà non si possono fare.
Nella gestione dei livelli l'avere delle forme già fatte nella mappa rende molto difficile la creazione di nuove forme e amplifica il problema delle collisioni. Consiglierei di ridurre la quantità di forme già presenti nella mappa per lasciare al giocatore più libertà di esprimersi, oppure di poter unire la nuova forma creata a quelle già esistenti, rendendo la mappa qualcosa da poter plasmare piuttosto che un ostacolo aggiuntivo.
Inoltre purtroppo non sono riuscito bene a capire il collegamento con il tema, c'entra con il fatto che l'obiettivo di quadrato nello raggiungere più dimensioni non gli portava ad una maggior realizzazione? Forse qualche dialogo in più avrebbe reso la trama più chiara.
Considerato però il tempo che hai potuto dedicarci e la difficoltà del solo developing, Racconti da Flatlandia è un gioco di tutto rispetto. Bravo!
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Grazie per il feedback!
Il collegamento con il tema per me sta nella prospettiva del giocatore e del protagonista, che come gli abitanti delle altre dimensioni, percepisce la realtà dal uno specifico punto di vista, però il mondo non è come sembra, perché cambiando prospettiva, come accade durante il gameplay, si riesce ad entrare in contatto con una realtà diversa.